Gestione pagine social: l’importanza di una strategia

Gestione pagine social: l’importanza di una strategia

In questo ultimo anno c’è stata l’esplosione del digitale e i social network sono diventati uno strumento indispensabile per la comunicazione delle aziende, degli enti e delle persone.

Con Carmen Ciarleglio, social media manager in arcadia, proviamo oggi a capire meglio perché è così importante essere presenti sui social, in che modo e perché negli ultimi tempi i costi, sia di gestione che di sponsorizzazione, sono lievitati.

Ciao Carmen, parlaci un po’ di te: quali sono le tue passioni, da quanto tempi sei in arcadia, e di cosa ti occupi nello specifico?

Ciao! Quando mi capita di scrivere di me tendo a farlo frettolosamente e in maniera anche un po’ distratta, approccio invece totalmente diverso, e per fortuna direi, quello che adotto per i clienti. Sono infatti una social media manager e lavoro con Arcadia da luglio 2020. Quando stacco da post, piani editoriali e riflessioni sul copy perfetto mi dedico al disegno, alla lettura e a lunghe passeggiate. Se tra distese di verde ancora meglio.

Causa Covid-19 (o grazie al Covid-19) molte aziende hanno compreso l’importanza di essere presenti online. È davvero importante, oggi, avere una presenza digitale? E se si, perché?

Leggendo questa domanda penso subito al gesto che tutti compiamo ogni giorno: quello di sfilare lo smartphone dalla tasca e andare dritti su internet per cercare informazioni, risposte e soluzioni. Quindi se la ricerca passa anche dal web, allora si, è assolutamente importante avere una presenza digitale. Dobbiamo considerare che la dimensione online non ha confini e che ad oggi è lo spazio non tangibile più affollato di tutti. In un momento difficile come questo tutte quelle aziende o tutti i professionisti che si sono reinventati online hanno compreso la potenza del web e dei social. Chi vuole farsi conoscere deve senza dubbio considerare una strategia di digital marketing così da arrivare ovunque, in poco tempo e senza sforzi. L’importante è sempre non improvvisare.

Su vari gruppi e blog di settore si parla di una riduzione consistente delle interazioni da organico nelle ultime settimane, e di un aumento dei costi delle sponsorizzate. Potresti spiegarci cosa è un post organico, cosa un post sponsorizzato e cosa è cambiato in questi ultimi tempi?

Parto subito con la differenza tra post organico e post sponsorizzato.
In pratica un post organico è una normale condivisione di un contenuto, quindi foto, video, pensieri, link, ma senza investire in pubblicità. La costanza nella pubblicazione però paga sempre perché, anche se meno performante rispetto a un post a pagamento, permette di tenere attivo un rapporto quotidiano con la community.
Se però vogliamo far conoscere la nostra attività, un nostro nuovo progetto o servizio a quanti più followers possibile, allora dobbiamo iniziare a pronunciare quella fatidica parola: budget.
Quindi investire per raggiungere più utenti e per avere più interazioni.
Di fatto però non dobbiamo dimenticare che la crescita della presenza online fa crescere anche la concorrenza ed è anche per questo che Facebook tende a penalizzare chi si apre adesso al mondo social o chi non potenzia i propri contenuti.  Inoltre parliamo di una piattaforma in continua sperimentazione e ciò spiega perché rallentamenti e cambiamenti che influiscono sulle inserzioni e sui post organici sono all’ordine del giorno.

Ma come funziona, nello specifico, una sponsorizzata?

Se, come abbiamo detto, una sponsorizzata è in pratica una soluzione a cui si ricorre per ottenere un obiettivo prefissato pagando, per evitare spiacevoli sorprese serve studio e attenzione.
Quindi partire dagli obiettivi per specificare lo scopo di una campagna, individuare il pubblico giusto perché è vero che tutti siamo online ma non tutti abbiamo gli stessi interessi e specificare il budget da investire, giornaliero oppure totale.

La gestione di un canale social non è più semplice come una volta, quindi. Cioè non serve più scrivere un post e pubblicarlo per avere dei risultati. Un’azienda che volesse gestire i propri canali internamente, senza affidarsi ad agenzie o freelance, che competenze dovrebbe sviluppare?

Esatto. Dietro la pubblicazione di un contenuto c’è sempre una riflessione legata a una determinata strategia. Qualsiasi contenuto che viaggia online deve avere un contesto, una continuità e una coerenza. Se parliamo poi di campagne, senza una giusta competenza i risultati di certo non saranno performanti.  Detto ciò credo che gestire i propri canali internamente senza l’aiuto di esperti risulta una scelta complicata se non si investe almeno in formazione o nell’aiuto di un consulente.

Puoi spiegarci cosa succede da quando un cliente firma un contratto per la gestione dei propri canali social con la vostra agenzia fino alla pubblicazione del primo post?

La cosa importante è conoscere il cliente, capire le sue esigenze. Questo è indispensabile per elaborare un piano strategico su misura, delineare la missione e gli obiettivi.
Una volta definita la strategia comunicativa che si vuole adottare, il target di riferimento e il tipo di contenuti si passa alla fase operativa, ma non ancora quella della pubblicazione. Prima dobbiamo redigere un calendario editoriale che ci aiuta a programmare l’uscita dei post sui canali social sempre però seguendo tutte le preziose informazioni su cui abbiamo creato il piano strategico.
L’aspetto più divertente di tutto questo è sicuramente quello legato alla effettiva creazione del contenuto: dopo tante riletture, correzioni e diversi confronti con l’area grafica posso dire che il primo post non si scorda mai.

Cosa consigli a un’azienda che abbia intenzione di aprire un canale digitale 

Chi conosce lo strumento può aggiungere nuovo valore all’azienda. Il mio consiglio, quindi, è quello di affidarsi a dei professionisti. L’improvvisazione, in un modo digitale così spietato, è una cattiva compagna.

Che caratteristiche deve avere un social media manager, secondo te?

La curiosità è il fattore primario a mio avviso, in questo come in tanti altri campi. E poi la curiosità stimola la creatività, altro aspetto fondamentale. Inoltre il social media manager naviga nel mare delle parole quindi deve conoscere gli abissi più profondi dei linguaggi comunicativi.

E a chi volesse intraprendere una carriera come social media manager? Cosa ti senti di suggerirgli?

Di non sottovalutare mai la formazione, il confronto con gli altri e il lavoro in team, di leggere tanto e di tutto e soprattutto di darsi il tempo e la libertà di sbagliare. Il fare tutto e subito non è un’arma vincente.


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