Il Natale nero della Ristorazione è arrivato. O almeno la percezione è quella.

Il Natale nero della Ristorazione è arrivato. O almeno la percezione è quella.

È iniziata con questa domanda, qualche giorno fa, una discussione nel gruppo Facebook Ristoratore Top.

E inizia con questa domanda la conversazione tra me e qualche cliente che si occupa di ristorazione, di vino o di food and wine in generale, in questi giorni.

Ora, vero è che siamo italiani e spesso amiamo lamentarci anche senza motivo. Ci piace esagerare ed eccedere sia in positivo che in negativo, per cui queste sono conversazioni che abbiamo fatto anche nei periodi pre pandemia. “Oh ma quest’anno il Natale non si sente proprio, è vero?”, Oh ma quest’anno mi sembra un Natale moscio, ma che è?”, “Oh ma co sta crisi chi vuoi che vada a pranzo fuori a Natale o a fare il cenone il 31 a 100 euro a testa? Ma siamo matti?”.
Salvo poi verificare il sold out dei locali il 25 dicembre, il pienone l’ultimo dell’anno e la rincorsa all’accaparrarsi l’ultimo tavolo il 1° gennaio quando, tornati stracotti alle 4 di mattina, ci accorgiamo, una volta svegli, che non c’è nessuna voglia di cucinare a capodanno.

Ma continuiamo con la conversazione. Ecco come prosegue.

La situazione quindi non è affatto rosea. E a confermarla ci sono i dati aggregati della piattaforma Plateform sempre di Ristoratore Top (Cosa è Platform? Così si presenta sul suo sito: Plateform è una piattaforma marketing-centrica per la ristorazione nata con un solo scopo: semplificare il modo in cui fai marketing e renderlo finalmente profittevole, ottimizzato, scalabile). Cosa ci dicono i dati? -10% di coperti prenotati per giorno, -11% sulle date prenotate, leggero miglioramento rispetto alla scorsa settimana che si era a -15/20%.

A questo aggiungiamo anche un’analisi del parlato della rete fatto con la piattaforma LiveInsight (Blogmeter). Abbiamo raccolto il parlato complessivo che gli utenti hanno rilasciato in rete in questi primi 20 giorni di dicembre, legato alle chiavi di ricerca: “Ristorazione” e “Covid”, “Ristorazione” e “Controlli” e “Ristorazione” e “Green Pass”.

Il risultato è un mood negativo, che sta a significare che ciò che le persone si raccontano e si scambiano online genera un sentimento e una percezione negativa della situazione. Percezione che incide e pesa sulla scelta di andare fuori a pranzo o a cena, di organizzare o di partecipare a feste (lauree, compleanni, ecc…), di prenotare per una serata.

Quello che dobbiamo sperare tutti è che le persone, vista la situazione epidemiologica e non sapendo cosa decideranno le autorità in merito, abbiano solo rimandato all’ultimo minuto le prenotazioni. È notizia di pochi minuti fa che in Campania il Presidente De Luca ha appena emanato un’ordinanza che vieta le feste scolastiche, di laurea e di compleanno al chiuso.

“Ristorazione” AND “Covid”. Mood espresso dagli utenti online sulla keyword. Il mood raccoglie la percentuale di documenti che contengono un’opinione (positiva, negativa, mixed). Ogni messaggio ha un’unica indicazione e polarizzazione, e segue quindi la regola “un messaggio, un mood”.
“Ristorazione” AND “controlli”. Mood espresso dagli utenti online sulla keyword. A differenza della precedente ricerca con il cambio della composizione da “Covid” a “Controlli” c’è un netto peggioramento con una perdita di circa 9 punti percentuali.
“Ristorazione” AND “Green pass”. Mood espresso dagli utenti con la keyword “Ristorazione” and Green Pass

 

 

Foto: static.ohga.it


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