La trilogia dei sensi per il settore del Food&Wine

La trilogia dei sensi per il settore del Food&Wine

Negli ultimi anni il settore del food ha visto crescere in maniera esponenziale la presenza di prodotti capaci di stimolare maggiormente i nostri sensi. Prodotti che hanno una fisicità molto spiccata, come ad esempio le tantissime e nuove tipologie di pane dove sono ben in mostra le materie prime quali: olive, semi di sesamo, di lino, di girasole, di chia, di zucca, noci, ecc…

Il cibo, quindi, non deve soddisfare solo gli aspetti nutrizionali o nutritivi, cioè non deve essere al servizio della prima parte del famoso proverbio “mangiare per vivere”, ma al servizio della seconda parte “vivere per mangiare”, e deve stimolare il consumatore molto tempo prima che lo assapori realmente, catturandolo e guidandolo nella ricerca di un’esperienza multisensoriale.

Multisensorialità, quindi, cioè stimolo di più sensi.

Ma perché parliamo di trilogia dei sensi e non di pentalogia, visto che i sensi sono 5?

Semplicemente perché il senso della vista, del tatto e dell’udito sono il mezzo attraverso il quale veniamo stimolati all’acquisto della maggior parte dei prodotti per il nostro fabbisogno nutrizionale, mentre gli altri due sensi, olfatto e gusto, sono sensi “nobili”, che stanno lì ad aspettare che la plebe (vista, tatto e udito), ben stimolata, faccia il lavoro sporco e porti i prodotti a casa. Una volta che la merce è al sicuro nelle quattro mura domestiche scendono dal piedistallo, e in trepidante attesa conteranno i secondi in cui le mani tireranno fuori il prodotto dal pack. Lì il primo a sentenziare sarà l’olfatto, prima con un’inspirazione sontuosa e poi con micro inspirazioni per cogliere tutti le varie sfumature odorose. Dopo sarà il momento del gusto: il giudice finale e supremo della corte, che emetterà la sentenza definitiva sulla qualità di quello che abbiamo comprato.

Oggi parliamo del membro della plebe Vista.

La Vista: come guidare il consumatore con la comunicazione visiva

Roger Newland Shepard, uno scienziato americano, dice che il sapore risulta facilmente influenzabile in quanto ha le caratteristiche dell’illusione. Per questo motivo le sensazioni visive di un cibo o di un vino svolgono un ruolo importantissimo, anche in relazione ai processi di comunicazione, prima ancora che essi possano essere degustati. L’aspetto del vino, del suo packaging e della bottiglia così come l’aspetto, la forma, i colori e le immagini di un pack per un cibo possono avere un impatto decisivo sulle nostre attese e perfino predeterminare la nostra reazione di rifiuto o accettazione.

L’uomo è un animale “visivo” e quello che vediamo influisce la nostra percezione del cibo.

Secondo un test effettuato dalla neuroscienziata Kathrin Ohla 1 vedere un alimento ricco di calorie migliora il gusto percepito mentre vedere un alimento povero di calorie influisce in maniera negativa. Il test prevedeva di far vedere a un gruppo di persone una serie di immagini di cibo calorico, tipo la pizza, e di cibo povero di calorie tipo l’anguria. Dopodiché gli hanno fatto assaggiare un alimento dal sapore neutro. Chi aveva visionato le immagini con cibi calorici aveva valutato il sapore neutro come più piacevole e intenso rispetto a chi aveva visionato immagini di cibi poco calorici.

Ecco spiegato perché le immagini sui pack sono così invitanti. Non è solo una questione di design e di ricercatezza grafica ma è una questione di calorie, come ben dimostrato dall’immagine sotto.

Chi comprerebbe solo un povero panino triste e pallido? Pochi.

Panino per Hamburger

 

Packaging Buffalo Beef

Altre ricerche sono state fatte anche per quanto riguarda il biologico. È stato dimostrato infatti che assaggiare uno yogurt dopo aver visto sull’etichetta che è biologico lo fa “sentire” più buono rispetto ad assaggiare lo stesso yogurt senza la dicitura in etichetta. Ovviamente lo stesso vale per il vino e per tantissimi prodotti.
Una bottiglia di birra al gusto limone con un’etichetta color giallo verde, all’assaggio viene descritta come più agrumata rispetto allo stesso prodotto contenuto in una bottiglia con etichetta rossa, ad esempio.

Lato etichette o packaging portiamo l’esempio della Seven Up, che ha modificato la propria lattina aumentandone il colore verde giallo con l’obiettivo di far percepire la bevanda più limonosa. L’effetto ha funzionato.

Colore Packaging

 

L'”animale visivo” è attratto, quindi, non solo da quello che c’è in una bottiglia, lattina o piatto ma soprattutto da cosa c’è sul packaging o da come è stato impiattato il cibo. Grande attenzione viene posta, infatti, negli ultimi anni, all’impiattamento delle pietanze.

Il padre della cucina molecolare, Ferran Adrià, ribadisce il principio per cui il cibo non debba essere solo buono da mangiare ma anche bello da vedere; perché in cucina si mangia anche con gli occhi.

 

Mangiare con gli Occhi

Le aspettative dei consumatori hanno un ruolo determinante e per questo la comunicazione del vino e del cibo si deve basare sulla capacità di influenzare la percezione sensoriale.

Qui sotto un ottimo abbinamento colore del vino, bottiglia con fondo che esalta la luminosità del vino e del colore, ed etichetta.

Packaging e Bottiglia

 

Se hai necessità di progettare un pack per i tuoi prodotti o un’etichetta per il tuo vino, scrivici 👇

1 Ohla K, Toepel U, le Coutre J, Hudry J (2012): Visual-gustatory interaction: orbitofrontal and insular cortices mediate the effect of high-calorie visual food cues on taste pleasantnesss

Fonte foto sevenup, peroni, panino: google immagini
Fonte foto tortino: davidegaudio.it


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