In queste settimane sono stati scritti fiumi di parole e decine di pagine web sul cambio di algoritmo di Facebook, sul calo di visibilità organico delle pagine (per organico si intendono i post non sponsorizzati), sul perché Facebook ha fatto questa scelta, su come e in che modo continuare a promuovere la propria attività attraverso questa piattaforma.

In questo articolo cercherò di spiegare perché, anche sponsorizzando i post, l’interazione con essi è in calo, e che questo calo è fisiologico e costante nel tempo.

In pratica il calo delle interazioni delle pagine può essere suddiviso in calo improvviso e calo costante.

Il calo improvviso delle interazioni è dovuto a un cambio di algoritmo di Facebook, che decide quali contenuti e quali post mostrare agli utenti nella sezione notizie. Questa tipologia di calo avviene dalla sera alla mattina, per cui il giorno prima era tutto ok e avevi decine di commenti, condivisioni e like ai post che pubblicavi e il mondo ti sorrideva ed era ai tuoi piedi, il giorno dopo le interazioni crollano, si dimezzano, su alcune pagine addirittura si annullano, inizi a soffrire d’ansia e stai lì lì per avere un attacco di panico, specialmente se tutto il tuo business è appoggiato solamente a questa piattaforma, cioè sei schiavo di Facebook (mannaggiattè).

Il calo costante è dovuto invece all’aumento naturale del numero di iscritti, del numero di gruppi, del numero di pagine, del numero di connessioni al grafo sociale di Facebook.

Ok, ho capito. Ma cosa è il grafo sociale di Facebook?
Provo a spiegare meglio il concetto e a entrare nel dettaglio.

In sociologia una rete sociale, o social network, è una struttura sociale di relazioni composte da individui e organizzazioni chiamati nodi. Ogni nodo ha dei legami con gli altri nodi.
legami sono delle forme di interdipendenza nelle relazioni interpersonali: il bisogno di amicizia, le relazioni di parentela, gli interessi e la condivisione di valori comuni, le relazioni lavorative, ecc…

Nelle reti sociali nate su internet il concetto è del tutto simile. I nodi sono costituiti dalle persone, dalle aziende, dalle organizzazioni, che sono in relazione tra di essi e instaurano legami. Queste relazioni costituiscono un grafo sociale. E se si instaurano su Facebook costituiscono il grafo sociale di Facebook.

Social Graph Facebook

Se è chiaro questo concetto allora possiamo dire che nel corso del tempo l’aumento del numero di connessioni al grafo sociale, cioè l’aumento dei nodi che instaurano quotidianamente nuovi legami, provoca un aumento della quantità di contenuti visualizzabili.
Alla naturale crescita di nuovi legami si aggiunge anche una crescita “forzata”, dovuta alla consapevolezza che una fan page, per funzionare bene, deve essere aggiornata con la pubblicazione costante di nuovi contenuti, in modo da avere il maggior numero di interazioni (legami) possibili.

Il risultato è che a ognuno di noi viene costantemente richiesto di instaurare un nuovo legame, per cui ognuno di noi ha la sezione notizie invasa costantemente da nuovi contenuti che i nuovi nodi ci inviano. Ma il contenitore sempre quello è. E il tempo che dedichiamo alla sezione notizie sempre quello è.
Per cui se prima avevo 20 contenuti da visualizzare e il tempo che dedicavo alla piattaforma era di 20 minuti, significava che per ogni contenuto dedicavo 1 minuto (in media). Oggi invece ho 200 contenuti da visualizzare ai quali dedico sempre 20 minuti (perché non è che le ore della giornata aumentano, sempre quelle sono, e il tempo che dedico alla piattaforma è più o meno quello), per cui ora ad ogni contenuto dedico 6 secondi. Non più 60.

In soldoni questo significa che ho meno tempo per leggere ciascun post, che ho meno tempo per assimilare quello che il post mi comunica e che vince il post che attira la mia attenzione e mi coinvolge di più. E se a questo post dedico 60 secondi, significa che “sacrificherò” i post di 9 pagine/gruppi/amici/inserzioni e non li visualizzerò proprio.

La stessa cosa avviene anche per i contenuti sponsorizzati. Più aumentano i nodi, più aumentano i nodi che investono in inserzioni. Per cui se facciamo dei post sponsorizzati utilizzando sempre lo stesso budget il calo sarà inevitabile e costante. L’unica soluzione a questo è aumentare il budget da investire in quanto il sistema di inserzioni di FB (così come quello di Google) funziona ad asta. Più paghi più sei visibile.

E quindi? Cosa dobbiamo fare?

Studiare quello che accade, uscire dalla logica di investire tutto su un unico strumento, perché un cambio improvviso di algoritmo può spezzarti le gambe, e rivedere la strategia complessiva.

La mia pagina Facebook “non funziona più”! Perché? ultima modifica: 2018-01-24T13:01:38+00:00 da Giancarlo Ferrucci
The following two tabs change content below.
Giancarlo Ferrucci

Giancarlo Ferrucci

Digital Strategist
È responsabile per il design e le performance dei progetti web dell'agenzia e consulente di Web Marketing, SEO, SEM, eMail Marketing, Web Analytics. Ha il compito di monitorare le performance dei siti e studiare le strategie web migliori per raggiungere gli obiettivi prefissati. Legge libri di web marketing, romanzi storici e thriller. Appassionato di fotografia rurale e agricoltura, quando ha un’ora libera si dedica alla cura del vigneto, all'orto di famiglia e a uscite in bici con reflex al seguito.

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento!


Sei interessato ai nostri servizi? Scrivici!